Per la rivista di analisi strategica, politica, economica e sociologica Europa Mediterraneo ho pubblicato una rivisitazione del lavoro “Una, nessuna o centomila…? Sussidarietà: la parola e il concetto da Maastricht a Lisbona, 2009”. Un’approfondita riflessione sulla sussidiarietà come leit motiv della riflessione giuridica e politica contemporanea, e particolarmente delle domande sul senso della politica e dello stesso diritto all’interno della (post)modernità, nel contesto dei processi integrativi politici e giuridici dell’Unione europea da Maastricht (1993) a Lisbona (2009).

I. Processo di integrazione europea e sussidiarietà: invito a cena con delitto?

A voler esprimere un sommario giudizio su questi anni del terzo millennio, sembra di poter dire che essi sono stati particolarmente significativi, tra l’altro, per il processo di integrazione europea, e che quelli a seguire possono essere destinati a divenire ancor più importanti per la rinascita ed il consolidamento di una Casa comune dei popoli europei.

D’altra parte, però, come più volte accaduto nel corso della pur giovane storia delle Comunità e dell’Unione, il processo di integrazione europea ha visto, a datare dai primi anni novanta, ma con intensità maggiore nel primo decennio del terzo millennio, il succedersi di eventi di rara carica simbolica che hanno per così dire prodotto una sorta di thriller carico di crescenti tensioni – tanto per i fautori che per i detrattori del processo di integrazione medesimo – e in verità dal finale ancora non scritto, anche e soprattutto per quanti, giuristi, politologi, economisti, cerchino di proporsi con le loro analisi e le loro proposte per indirizzare la “regia”…

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